Archivi categoria: poesia pittura

e non toccarmi

Standard
L'ombra dell'anima mia
fugge in un tramonto di alfabeti,
nebbia di libri
e di parole.

L'ombra dell'anima mia!

Sono giunto alla linea dove cessa
la nostalgia,
e la goccia di pianto si trasforma
in alabastro di spirito.
.......
Federico García Lorca

sogno00

cercami nell'aria, ombra,
che mai esci dagli anfratti
e scavi nel profondo senza luce

cercami nell'onda, acqua,
nella barca delle nebbie
nelle piogge dei rimorsi
nel risucchio dolente dei mari

cercami nella terra, cenere,
nel fuoco degli abissi
nel carbone dello spirito

e non toccarmi
sono tizzone ardente

un vento di tramontana era il mio sogno
non chiudete i mie occhi con parole
non posso dare sepoltura al viaggio


Annunci

I was right where I started from

Immagine
 I was right where I started from
(ero proprio da dove ero partito)
pag.11
I had nothing to offer anybody except my own confusion
(Non avevo nulla da offrire ad alcuno tranne la mia confusione)
Part Two, Chapter 4
da On the Road di Jack Kerouak

because the only people for me are the mad ones, the ones who are mad to live, 
mad to talk, mad to be saved, desirous of everything at the same time, 
the ones who never yawn or say a commonplace thing, but burn, burn, 
burn like fabulous yellow roman candles exploding like spiders 
across the stars and in the middle you see the blue centerlight pop 
and everybody goes ‘Awww!’

Jack Kerouac - On the Road - Part 1, Chapter 1

Perché per me l'unica gente possibile sono i pazzi, 
quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, 
pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, 
quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, 
ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi 
artificiali color giallo che esplodono come ragni 
attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra 
dello scoppio centrale e tutti fanno Oooohhh!

silenzio04

lungo una strada argentea, polverosa,
sotto gli alberi d'inchiostro della California
- Mi sembra tutto tranquillo -
il sole rosso uscì dalle nuvole
grandi nubi pomeridiane
agghindate a decorazioni tornite
/memorie del granturco in Indiana/

-Ma questa non è la strada! -
sulle rive del fiume si snodavano alberi
e piccole case di dobe* con ceramiche e perline

*Casa a Missoula,
Casa a Truckee,
Casa a Opelousas,
Ma non per me.
Casa a Medora,
Casa a Wounded Knee,
Casa a Ogallala,
Mai mai per me*

versi opachi e disperati
urla discordanti, arresi
sul limitare della salita
indossando una giacca logora
di pelle scamosciata

occhi scuri di tristezza avvolti
nota cantata fino alla punta dei piedi


* *citazioni da "On the road"

on the edge of some crazy cliff *** (alla deriva) o “gli occhi di un’età di steli di grano”

Standard
*** “And I’m standing on the edge of some crazy cliff. What I have to do, I have to catch everybody if they start to go over the cliff – I mean if they’re running and they don’t look where they’re going I have to come out from somewhere and catch them. That’s all I do all day. I’d just be the catcher in the rye and all. I know it’s crazy, but that’s the only thing I’d really like to be.”
J.D. Salinger – The Catcher in the Rye – Ch. 22
E io sto in piedi sull’orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere dal dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l’acchiappatore nella segale e via dicendo. So che è una pazzia, ma è l’unica cosa che mi piacerebbe veramente fare.
J.D: Salinger – Il giovane Holden – cap.22

gli occhi di un’età di steli di grano
respirano il ciglio della collina

un pescatore raduna le reti
prive di stelle e conchiglie
– ma eravamo bambini –
e il cielo sarà nuvoloso e la pioggia
sgocciola fame scivolando nella bocca
del cercatore di perle

germogli nel deserto della carne
ad applaudire un cameriere
all’ombra di un alfabeto bagnato
dentro coppe di pane del tempo

la verità è imbrigliata
nel tetto del sogno
nuda così, come sonno d’amante.

*** questa immagine è un frattale elaborato in trasparenza con Corel


respira ansioso il silenzio

Standard

 

respira ansioso il silenzio
mentre le parole riposano
sulla pergamena bianca
risale veloce le sinapsi
connettendo ai nomi le tossine

ha spogliato senza decoro
l’essere provvisorio
con un cenno di velluto
condito con spezie di Provenza
ortaggi biologici e un creme caramel

insalate a radicchio fuso
su pensieri ossidati di fresco

saldi di abiti appesi

Standard

 

Dalla cenere io rivengo
Con le mie rosse chiome
E mangio uomini come aria di vento.
Sylvia Plath

 
saldi di abiti appesi
a plasticate stampelle
in mostra alle vetrine

venti dollari una sniffata
e poi via di corsa

arranca Helena il colle,
solitario esemplare di
umana specie
dentro angoli acuti
di amari singhiozzi

ridammi vita, oh morte
regalami il tuo sorriso

[e venne il buio]

le donne hanno cappotti pesanti

Standard

 

le donne hanno cappotti pesanti
come i loro pensieri

si guardano nello specchio
un foglio di vetro riflettente
all’interno di una cornice di legno di noce
agitano le mani a scacciare un ricciolo
sulla fronte, a colorare di rosso
pallide labbra, a rigare di nero
occhi verdi, azzurri nocciola

domani dimentiche del viso di ieri
ripeteranno il ricordo dei gesti allo specchio

le donne hanno scaffali d’avorio
con mucchi di carte, fogli bianchi
da scrivere e lettere d’amore
consumate, da ricordare

le donne hanno bisogno di un fantasma
per controllare i loro abiti mondani
quelli delle partenze da un lato
quelli degli arrivi dall’altro

i fantasmi sono onesti, silenziosi
spalmano le pareti di anima
ombre senza testa, uccelli erranti
non occupano spazio e tempo

le donne mettono la carta
sotto il pollo fritto
per conservare puliti i piatti

le donne tolgono la chiave
alla loro tastiera, e spostano il mouse
sopra la loro pelle ferita
dai pixels erranti dell’ultimo amante

le mie scarpe nuove

Standard

la vita ho girato e rigirato
e racchiuso nella mia casa
– senza uscita –
abitata da turbini
che penetrano nelle assi
a rincorrere la mia ombra
che si divide
tra le masse di ulivi
e gli aranci muschiati
dal profumo
che affonda nella memoria

raccolta su me stessa
come i grappoli
alla fine della vendemmia
ascolto l’illusione dei tuoi passi
e abito questo silenzio
– grigio deserto d’assenza –
a gettare al vento
le mie scarpe nuove