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e non toccarmi

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L'ombra dell'anima mia
fugge in un tramonto di alfabeti,
nebbia di libri
e di parole.

L'ombra dell'anima mia!

Sono giunto alla linea dove cessa
la nostalgia,
e la goccia di pianto si trasforma
in alabastro di spirito.
.......
Federico García Lorca

sogno00

cercami nell'aria, ombra,
che mai esci dagli anfratti
e scavi nel profondo senza luce

cercami nell'onda, acqua,
nella barca delle nebbie
nelle piogge dei rimorsi
nel risucchio dolente dei mari

cercami nella terra, cenere,
nel fuoco degli abissi
nel carbone dello spirito

e non toccarmi
sono tizzone ardente

un vento di tramontana era il mio sogno
non chiudete i mie occhi con parole
non posso dare sepoltura al viaggio


i chicchi di sesamo sono finiti

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caverna

gli eventi si sono accumulati
come onde oscillanti
in dune stampate sulla crosta
impenetrabile degli universi
dove le forme di volta in volta
mutano di permanenza

sono pianeti di carne a vorticare
su piaghe infette e pulsanti
di androidi millenari
abbandonati a stampi sulla via lattea

vola a ritroso il colibrì
nell'aria densa della sera
intona lamenti umorali
da corale di Bach
finita prima dell'intervallo

e le gazze allegre saltapicchiano
di oro in oro disperdendosi

/Sarà così anche domani?/

i chicchi di sesamo sono finiti
nella caverna di Alì Bàba
a coronare una torta al semolino
dagli antichi sapori

/E' questo l'oggi?/

dove finisce il racconto inizia la vita
nel tremolio di una fiaccola in dissolvenza

e conto i chicchi di melagrane

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viola

il singhiozzo ha imparato il gioco delle parole
a scalare il declivio risucchiato
nei venti asprigni del meriggio

filigrana di me
svuota gli occhi dai pensieri
e la lingua del mondo sconfina
in simultaneo ritagliare di labbra
mentre il mare sussurra acciaio freddo
ad un orizzonte viola sprofondato
in sfumature ormai arrese
al cielo notturno

– a capriccio la testa gira la schiena –

apro la madia dei respiri
e conto i chicchi di melagrane

i miei AUGURI e a presto!

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purtroppo, appena tornata già devo ripartire, ma finalmente sarò a casa davvero i primi di gennaio!

come tutti gli anni arrivano veloci e luminose proprio nel senso di luminarie le
feste natalizie e come sempre mi mettono in grande difficoltà
non sono credente, ma ho profondo rispetto per tutti i credenti e per chi fa
della fede una scelta di vita, a me a volte la troppa fede spaventa, ma è credo
un problema col quale ho imparato a convivere
ero solita fare gli auguri con una raccolta di quadri della natività con
commenti che io mi sentivo di esprimere
quest’anno ho pensato di raccogliere in E-Book , proprio come augurio di un
Buon Natale delle lettere che provengono dalla zona della Palestina chiamata Ramallah
sono lettere che ho ricevuto da amiche che abitano in quella zona e si
riferiscono al periodo del 2001, quando le forze militari israeliane occupavano quella terra
alle lettere sono stati tolti i riferimenti personali, sono state lasciate come
cronaca di una terra martoriata dove si narra nacque il Salvatore il 25 di dicembre
ho chiesto naturalmente il permesso alle amiche che mi avevano inviato le
lettere, per la pubblicazione, ottenendo un sì grande e anche un saluto per chi vorrà leggere
la copertina è stata realizzata con una fotografia di un luogo all’entrata di
Ramallah in cui è stata inserita la tela di Picasso: madre e figlio
e con questo vi auguro dal profondo del cuore

BUONE FESTE

per chi volesse leggerlo o scaricarlo, basta cliccare sulla figura

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on the edge of some crazy cliff *** (alla deriva) o “gli occhi di un’età di steli di grano”

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*** “And I’m standing on the edge of some crazy cliff. What I have to do, I have to catch everybody if they start to go over the cliff – I mean if they’re running and they don’t look where they’re going I have to come out from somewhere and catch them. That’s all I do all day. I’d just be the catcher in the rye and all. I know it’s crazy, but that’s the only thing I’d really like to be.”
J.D. Salinger – The Catcher in the Rye – Ch. 22
E io sto in piedi sull’orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere dal dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l’acchiappatore nella segale e via dicendo. So che è una pazzia, ma è l’unica cosa che mi piacerebbe veramente fare.
J.D: Salinger – Il giovane Holden – cap.22

gli occhi di un’età di steli di grano
respirano il ciglio della collina

un pescatore raduna le reti
prive di stelle e conchiglie
– ma eravamo bambini –
e il cielo sarà nuvoloso e la pioggia
sgocciola fame scivolando nella bocca
del cercatore di perle

germogli nel deserto della carne
ad applaudire un cameriere
all’ombra di un alfabeto bagnato
dentro coppe di pane del tempo

la verità è imbrigliata
nel tetto del sogno
nuda così, come sonno d’amante.

*** questa immagine è un frattale elaborato in trasparenza con Corel


respira ansioso il silenzio

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respira ansioso il silenzio
mentre le parole riposano
sulla pergamena bianca
risale veloce le sinapsi
connettendo ai nomi le tossine

ha spogliato senza decoro
l’essere provvisorio
con un cenno di velluto
condito con spezie di Provenza
ortaggi biologici e un creme caramel

insalate a radicchio fuso
su pensieri ossidati di fresco