e conto i chicchi di melagrane

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viola

il singhiozzo ha imparato il gioco delle parole
a scalare il declivio risucchiato
nei venti asprigni del meriggio

filigrana di me
svuota gli occhi dai pensieri
e la lingua del mondo sconfina
in simultaneo ritagliare di labbra
mentre il mare sussurra acciaio freddo
ad un orizzonte viola sprofondato
in sfumature ormai arrese
al cielo notturno

– a capriccio la testa gira la schiena –

apro la madia dei respiri
e conto i chicchi di melagrane

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