da un duetto con l’amico Sebastiano

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m.chagall

*

dimmi quanto è lontana la parola, così
piccola da accartocciarsi ai muri
fino a comprenderli, larghi sui palmi
sfociati come parti da soffiare via
e quel ricordo di rose irriverenti, nude
dal grembo prendere quota attraverso
noi, camminando sulle cose del giorno

*

nella stanza delle piccole felicità
ho mobili come isole ed un braciere al centro
gli occhi brillano di una luce inventata
aperti alle terrazze dei limoni, la dolcezza
dell’acqua fa il cristallino nuovo
i petali di rosa, le tue mani
a volare

*

resto di una forma fragile
a questo amore rimasto sui muri
nella linea discontinua delle case
nel contorno delle mele
che riempio di rosso
gesso tremante come polpa
che si scompone in semi di rosario

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