estate in frutta per un giorno di neve

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Le amiche

(ricordi al tempo delle pesche)

 

Ci vuole altro, non può essere tutto qui
la variazione, il linguaggio
il discorso diretto, quando dicevo prestami un libro
e tu mangiavi pesche
variegate sulla pelle, quasi mordessi fuoco

quando dicevo vestiamoci di viola
togliamoci le scarpe
tutt’al più
prendiamo la bicicletta senza decidere la strada
seguiamo la ruota davanti e guardiamoci negli occhi

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    • gli anni che era estate, la mia amica Magda ed io, andavamo in bici “a ruota libera”. ricordo che spesso ci si affiancavano i motorini che ci accompagnavano per un tratto. e noi a fare le ragazze più grandi… ma era dopo i saluti, nell’ultimo tratto verso casa, che rivestivamo tutta la nostra età, nel gareggiare in volata. un giorno successe che mi ritrovai ad una velocità troppo alta per poter svoltare sotto il portone di casa. e frenai di colpo. vinsi la gara, ma in capovolta avanti, con atterraggio brusco LOL

      Grazie per la messa a fuoco di quel verso, che mi ha riportata a questo ricordo 😉

    • gli anni che era estate. la mia amica e dirimpettaia Magda, mangiava affacciata al balcone. poi buttava i noccioli in giardino, allora piuttosto trascurato. a distanza di qualche anno divenne un pescheto… ahahhah

      eravamo adolescenti e poco più ^-^

    • Stefano, cheddire? In questi giorni sto dando un’occhiata al tuo blog. C’è tanta bravura, buon gusto e una sensibilità sopraffina nella scelta degli autori che proponi. Ecco, per dire che il tuo commento così favorevole mi fa davvero tanto felice.

      Grazie 🙂

  1. mi piace tutto l’insieme del dipinto e dei versi, mi piacciono insieme e mi piacciono divisi
    i colori sono tenui e delicati come i ricordi ai tempi delle pesche (bellissimo questo sottotitolo)
    un insieme come dice Stefano perfetto!
    chicca

    • ho abbinato questo pastello ai ricordi della mia adolescenza perché è un disegno che ho cercato di realizzare con lo stesso spirito di quella età. frutto di una richiesta di mio figlio che era in ritardo coi lavori da consegnare all’insegnante di ed. artistica, alle medie.

      come vedi ho cercato di semplificare certi particolari, di non curarli troppo. ma quando mio figlio lo vide, lo reputò lo stesso superiore agli altri suoi e lo rifece sulla stessa pianta del colore e della composizione, col suo caratteristico tratto disordinato.

      questo mi ricollega ad una corrente di pittori americani, che cercavano di spogliarsi della tecnica per realizzare la pittura istintiva e fresca dei bambini. in fondo credo sia impossibile, perché certe soluzioni tecniche, a lungo andare vengono a fare parte di noi e alla fine sono quelle ad uscire, se osservate da un occhio esperto. non la freschezza e la spontaneità infantile, che potrebbe invece risultare anche un po’ forzata. (solo perché in questo nostro contesto mi piace allargarmi col pensiero)

      Grazie a te, chicca

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