La fuga

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fu un partire deciso tra le gocce d’una pioggia pagana
uno sfiorire di crisantemi

f o g l i a dopo f o g l i a

fu come un battesimo, la morte
tra il cambio della guardia e il palmo di un re
conteremo gli anelli della quercia
che inspira cielo e pelle stinta anche sui piedi

dove si ferma il treno saliranno i centurioni, le madame ad alzare
le gonne, ad aprire valigie per cercare

i b a m b i n i

rimarranno le coliche d’un tempo piccolo
d’anni, di vendette, disegno d’unghie
vertigine, come una mescolanza di materiali affini
fin quando non sfileranno i pioppi
e allungherà l’immagine di una Madonna
raccolta nel trifoglio

oppure alla cima dei pensieri
una volta di cielo lassù, dove governa il baricentro
dove non ci aggrapperemo
alla sottana della prima signora che abbia le sembianze di una madre

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  1. ma che meraviglia Daniela!
    prima i versi densi corposi, che rendono un sentire a volte doloroso
    e poi la tua voce , bello sentirla, intensa e viva
    e poi tutto il resto
    davvero bello il tutto molto molto bello!
    chicca

  2. qui ho un’altra storia da raccontare (molto breve sta volta). devo farlo, magari agganciandomi alle vostre repliche, della quali per ora ringrazio.
    si tratta proprio di ri/nascita, come ben avete colto. ma una rinascita molto particolare. tornerò con più tempo ed attenzione su questo tema.

    Un cordiale saluto a tutti 🙂

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