rosso a vene spalmato su muri corrosi

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rosso a vene spalmato su muri corrosi
da archetipi ondulati e migranti
in nebbie cineree,
in strade di sudore affollate

un filo di Arianna dal sole essicato
in campi di segale
– ma quando ritorni? –
avvolge di polvere ocra i saldali rossi
di bimbi che corrono
– ancora ci sei? –
nudi su spiagge affollate da laide
parole di gesti gentili

– ti prego rispondi –
al vento steso, lenzuolo di te

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  1. mi piace replicare con il commento che feci a quest’opera, laddove vagavamo sole solette 😉

    “mi colpisce il cambio morbido dell’atmosfera in senso orario. dagli azzurri, al color sabbia, ai gialli, fino alle terre dell’angolo alto a sinistra. e gli elementi (insiemi di quadrati, cerchi, per finire a quel grappolo orizzontale), marcano sempre più la loro consistenza, man nano si avvicinano al punto in cui le vene sembrano aprirsi”

  2. Sono tornato, più che a vedere e leggere, a scrutare. Per togliere di mezzo la prima impressione, troppo facile, che ho avuto: il cuore.
    Che però conserva la sua validità di testimone di quella che Rilke, nella prima delle elegie chiamava ” un’esistenza troppo forte “.
    E cosa portano in grembo quegli archetipi migranti, se non una trascendenza terribile, un silenzio abissale di un disordine allo stato perfetto?

    Davvero bello… come vedi non sono il solo a necessitare di una ulteriore lettura

    Roberto

  3. si muovono i paesaggi come sogni in bilico tra terre d’ocra e domande che hanno un filo… a tenerlo una voce femminile, incantatrice delle sabbie fini e profumate e dei luoghi inanellati come oasi…
    bentornata cara

  4. C’è molta pittura anche nei versi…e nella tela, l’ocra della sabbia, il porpora scuro del sangue che ci scorre, dentro, a volte impetuoso, l’azzurro di un cielo intinto nel mare stesso.
    Ben tornata 🙂

  5. scrittura e pittura hanno il comune denominatore della necessità dell’osservazione.
    Tu hai una grande abilità in ambedue le arti; in questa tua ultima mi piacciono molto gli intarsi in corsivo, rappresentano un testo nel testo, qualcosa di più “terreno” rispetto alla spritualità dell’insieme

    un abbraccio chicca.

  6. non so cosa dire, Chicca, è talmente bello tutto… m’incanto, nella mano fili d’Arianna multicolorati – non vorrei andare – mi fermo contro il muro, mi siedo sulla spiaggia, aspetto
    ascolto e guardo
    che altro c’è da fare davanti all’arte?

  7. Il dipinto mi affascina, molto più degli altri tuoi! Devo dire che le parole accompagnano bene l’immagine, riesco a vedere il filo di Arianna che conduce a qualcuno disperso nell’atmosfera misteriosa di un paese esotico (forse).

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