colorare Chopin

Standard

parlare di Chopin o meglio come diceva mia madre di Fryderyk Chopin mi è molto piacevole e mi porta a ricordi molto lontani, ho cominciato molto giovane ad odiarlo, anzi proprio non lo sopportavo perchè rappresentava il pianoforte che mia madre suonava da concertista e che noi quattro fratelli eravamo condannati a suonare, dei quattro solo io non toccai mai un tato, ma convinsi mio padre che ero fatta per il sax, e tutto questo perchè il rapporto con mia madre è sempre stato complicatissimo, quindi Chopin e il pianoforte significava darla vinta a mia madre e questo non poteva succedere.
sono passati gli anni, è arrivata l’università e San Francisco e lì, sembra buffo ma è così, ho incontrato Chopin sul serio e in maniera ben poco ortodossa: una rappresentazione “della compagnia del balletto universitario” che presentava

“Les Sylphides “

su musiche di Chopin e fui stregata dalla musica, i ballerini erano orripilanti, ma l’orchestra era la “Synphonica” di San Francisco, una ottima orchestra e la mia mente partì per la tangente, non seguivo i passi ma ero sul mare e dal mare uscivano, forme colorate, in un susseguirsi vorticoso e irrefrenabile, fino al gran valzer finale
fu una esperienza magica e cominciai a comprare i dischi di Chopin, mentre mi mordevo le dita per avere rifiutato per anni di toccare un pianoforte, però non lo dissi subito a mia madre, glielo dissi quando mia figlia cominciò a suonare il pianoforte, (ma non spinta da me eheheh)
per questo vorrei lasciarvi “Les Sylphides” che ho trovato su youtube e il mio “immaginario” a colori, perchè mi sono divertita a riempire di forme e colori la musica che ascoltavo!!

http://youtu.be/Yt5oTVXXuWI

la Berceuse

a mio personalissimo giudizio è fra i lavori migliori di Chopin, un’opera matura, completa, modulata con eleganza e assolutamente affascinante, all’origine se non ricordo male doveva titolarsi “Variazioni” e senza ombra di dubbio deriva dallo svilupparsi della linea dei notturni
è semplice tutto sommato ed è proprio questa semplicità armonica che percorre tutto il lavoro che lo rende unico, lo compose a Nohant, nel Castello dimora di George Sand
il suono si sviluppa i maniera concentrica, si espande intorno, ma rimane al centro un nucleo armonico che lo accompagna per l’aere, un suono che non finisce, ma che si ricongiunge in spirali simili, ma sempre diverse

http://youtu.be/rzUAkfjDxG0

Notturno in Do minore, Op. 48 No. 1 ( Notturno No 13)

è uno dei piu’ lunghi e piu’ intensi e sofferti, ed è senza dubbio un diario intimo di uno Chopin che stava soffrendo, la prima parte è quello che si definisce un “lento” ed è seguito da un poco piu’ lento, in cui sembra arrivare come un filo di speranza e di luce, ma è solo una impressione fuggevole, poco a poco il volume aumenta per giungere ad un finale appassionato che si snoda in momenti sempre più romantici e tormentati, per finire in un lungo lamento che io spero si concluda con pensieri di nostalgia e non di disperazione

http://youtu.be/eWFoJlqCCps

Litz definì la

“Ballade in sol minore op.23”

l’ “Odissea dell’anima di Chopin” e credo proprio sia esatto, questa opera era anche una di quelle che Chopin preferiva,come viene confermato da Schumann in una lettera al suo vecchio professore di contrappunto, dopo aver incontrato Chopin

“”…ho nelle mani, una recente ballata di Chopin in sol minore, mi sembra geniale e gliel’ho detto e dopo un silenzio Chopin mi ha risposto: – Ciò mi fatto piacere, perché è anche quella che preferisco -.”

la ballata in sol minore è un’immensa poesia appassionata, piena di emozione e di malinconia dolorosa
è divisa in tre parti, la parte centrale “Moderato” è l’essenza dell’opera, è incorniciata da una breve introduzione “Lento” ed un tempestoso “Presto”
l’introduzione, che pare un lamento, diventa poi come un valzer con un ritmo che sembra improvvisato
il secondo tema comincia esso pure con dolcezza, animandosi poi progressivamente a cui fa seguto quello che sembra un momento di gioia passeggera e poi di nuovo un episodio di virtuosità che allenta un po’ la tensione dell’opera
il tema iniziale ricompare un’ultima volta sotto voce in un clima di passione trattenuta e dolorosa, per ricadere in un lamento e un fugace richiamo del primo tema
e poi tutto si accelera e si conclude con due lunghi accordi sonori
per me, questa “Ballade” è il dentro di Chopin, è quello che sentiva e che voleva esplodesse al di fuori e sempre a mio avviso nessuna delle altre sue opere raggiunge questa “straordinaria” malinconia dolorosa
è il mio rifugio nei giorni di pioggia dell’anima e del cielo, oggi piove molto e la sto ascoltando assaporandone anche il gusto dolorosomanente malinconico

http://youtu.be/ItQFTNhUUgo

 

Fantaisie Impromptu

è una musica che non ha bisogno di commento è molto conosciuta e per certi aspetti è simile alla Moonlight Sonata di Beethoven e la parola “Fantaisie” fu aggiunta non si sa bene il perchè da Fontana l’editore del pezzo
è un rincorrersi continuo di temi che fuggono e vengono ripresi

http://youtu.be/75x6DncZDgI

Annunci

»

  1. E invece avrebbe dovuto succedere… sono certo saresti stata una grande interprete di Chopin! In lui l’interpretazione gioca un ruolo fondamentale e sembra che a suonare sia un cuore.
    Grazie per questa miscela fantastica, ho riascoltato il notturno dopo tanto tempo e ne sono rimasto estasiato.
    Una buona serata

    Roberto
    P.S Ma sai che sei brava?!

  2. Chicca, non si può certo dire che tu sia avara d’arte. Elargisci a piene mani! Per me tutto questo è quasi troppo, non posso vedere questo post in una volta sola! Iperstimola. Mi confonde.
    Un brano, un commento e un dipinto alla volta (però ho già scelto “il mio”, quello che hai abbinato alla berceuse)
    !!!
    🙂

  3. Che pienezza artistica c’è nella tua persona, cara Chicca.

    Chopin è il mio compositore preferito.
    Mi ha insegnato ad amarlo così tanto il mio amico più caro.
    Lui per me approfondisce lo studio di pezzi che prediligo e me ne dedica l’interpretazione, sorprendendomi sempre. Paragona la mia poesia alla musica di Chopin, in particolare allo Scherzo No.4, op. 54
    Dice che dovrei usarlo come colonna sonora alla lettura dei miei testi.
    Quando lui non c’è, visto che vive lontano, le melodie del grande compositore raccolgono, nutrono e amplificano la nostalgia che provo per lui.

    Grazie a te, Chicca, perché hai saputo rappresentare la nostalgia nei tuoi colori e di nostalgia sono pregne le parole che contengono i tuoi ricordi.

  4. Oddio, un dinosauro come me propende per i Led e gli Stones passando per Hendrix ma, il chè non mi impedisce di apprezzare musica e opere, entrambe notevoli.

  5. e se mi è permesso, a mio parere al brano musicale -fantaisie impromptu- affiancherei la quarta opera per via di quella cascata di note che caratterizzano il brano ben si addicono alle -bollicine- rappresentate e al resto della grafica……………………..

se vuoi commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...