come la notte (a Souad *)

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come la notte,
che tutto ingoia
nel suo buio ventre,

tu straniero
ti perdi nel sonno
e sussurri un desiderio

– questa è la mia casa
la mia casa è un guscio chiuso
nuota solitaria nel nero profondo
del mare lontano lontano –

come la notte,
che tutto ingoia
nel suo buio ventre,

tu Souad (*)
dolce principessa
canti i tuoi versi

– Sono la puledra vagabonda
che scrive con i suoi zoccoli l’inno delle libertà
sono il pugnale del mare azzurro
che non riposerà mai
finché non avrà ucciso la leggenda.-

affondi con forza
nel profondo del dubbio
abbatti le muraglie
liberi la passione

– la scrittura è un mare con acque profonde
non annegarti! –

(*)

Souad Al Sabbah, è una poetessa del Kuwait a me molto cara e che molto amo, fu esiliata dal suo paese (benchè appartenente alla famiglia al potere ) perchè scrisse un libro di poesie dal titolo “Desiderio”, da qualche anno è potuta rientare nella sua casa e continua da lì il suo discorso sulla scrittura al femminile nel mondo arabo e in particolare nella poesia

amica carissima, ha narrato un mondo a parte, quello della donna che vive realtà complicate , dove il’Islam non è vissuto nella sua interezza, ma soltanto attarverso l’integralisno di maniera  in pubblico e la “mollezza dei costumi” nel privato, dove l’alcolismo e la droga la fanno da padroni, come avviene in Kuwait o in Saudi Arabia…. è una donna coraggiosa che ha sempre pagato in prima persona quello che ha scritto o detto.

i versi in colore sono suoi e per inserirli qui ho chiesto il suo permesso

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    • Thè, lei è assolutamente grande, io sono un paciugo, ma i versi di Souad sono una meraviglia, la mia rabbia è che di lei in lingua italiana si trovi quasi nulla!
      grazie come sempre
      chicca

  1. che bello quest’esperimento di amalgama,
    di meelting pot, di fusione fra anime diverse nel segno della medesima eleganza

    Ammirevole davvero.
    Mi potresti dare qualche riferimento per conoscere meglio questa poetessa araba?
    Si trovano delle sue pubblicazioni in italia?

    Noi occidentali siamo molto ignoranti rispetto alle ricchezze del mondo “islamico”
    Cosa conosciamo in fondo ? Giusto i poeti classici ( spesso nemmeno quelli), ma quasi nulla dei contemporanei.

    • Carlo,
      non credo siano stati tradotti in italiano dei suoi libri, so soltanto che alcune sue cose le puoi trovare in:
      “Non ho peccato abbastanza: Antologia di poetesse arabe contemporanee”
      a cura di Laura Zimbardo edito dalla Mondadori
      esistono molti suoi libri sia di poesia, come il suo straordinario canto contro la guerra “Will You Let Me Love My Country?” , sia di economia, perché lei è una validissima economista a livello mondiale e anche suoi saggi come quello interessantissimo “Oil Economy and the Role of the Woman (1983), ma sono tutti in lingua inglese, qualcosa in francese in edizioni libanesi
      il mondo arabo in senso lato, spesso dimentichiamo che il mondo arabo non è solo Islam, ma è un coacervo di molte tradizioni che noi occidentali conosciamo molto spesso attraverso stereotipi o pregiudizi che ci hanno raccontato, io ormai ci vivo da moltissimi anni anche in questo mondo e devo dire che più conosco e più vivo, più mi spoglio degli orpelli che avevo ascoltato…
      grazie
      chicca

      • ok vorrà dire che mi appoggerò alle edizioni in lingua inglese.
        Grazie a te per questo scorcio su un mondo che davvero mi incuriosisce.
        .
        Io non dimentico come l’influenza araba abbia contribuito in modo determinante allo sviluppo in senso “umanistico” della stessa Sicilia ai tempi dei Normanni .
        Il problema semmai riguarda i nostri ultimi secoli, quando abbiamo voluto imporre una visione Europa-centrica e abbiamo cominciato a erigeri muri di pregiudizio contro tutti gli spazi culturali che non erano i nostri.
        Il mondo arabo l’ho sfiorato solo sporadicamente, quando ad esempio ho studiato Rumi e Ibn Arabi e più tardi il movimento “sufi” e lo stesso Adonis.
        .
        Per il resto sono io il primo ad ammettere la mia ignoranza ( ignoranza determinata anche dalla strisciante censura -secondo me indotta dalla presenza della Chiesa Cattolica quì in Italia) rispetto a questa cultura.

        • ottime letture Carlo, ad esempio in Spagna ci sono tradotte moltissime potesse arabo-andaluse dell’epoca medioevale e sono magnifiche, un musicista spagnolo Luis Delgado ne ha musicate alcune si trovano in CD di cui puoi sentire anche alcune cose su youtube qui:


          ha fatto davvero una operazione notevolissima di grande contaminazione tra la musica araba quella andalusa e il recupero anche di strumenti medievali
          ciao e grazie sempre
          chicca

    • Roberto,
      l’immagine della puledra vagabonda, tanto cara ai classici arabi del periodo medioevale in particolare alle corti spagnole del tempo, ritorna eccome e sì fa sperare sì
      il dipinto è mio, sì
      grazie come sempre
      chicca

  2. le voci che non arrivano a orecchie sorde, quelle del mondo arabo ma anche quelle occidentali che sono assordate da tutt’altre cose che la poesia.
    mi piace molto questo intersecare voci, e la tua che dà risalto alla sua.
    l’immagine anche è bellissima, mi ricorda una pozzanghera che fotografai sul mio terrazzo.
    l’arte ti ha baciato più volte, cara Chicca, e io ti ringrazio per tutta la bellezza che trasmetti.
    ciao

  3. due voci che si fondono benissimo, una grande sensibilità molto femminile e profonda. sono sempre stata affascinata dalla cultura araba e dalle donne coraggiose.
    si cresce molto nella sofferenza e nella lotta perché diventa una missione e il coraggio rivela tutta la bellezza dell’essere umano.
    grazie Chicca per questi versi, i tuoi e i suoi bellissimi.
    il tuo quadro, poi, è spettacolare!

  4. Amo moltissimo l’intensità dei versi delle poetesse arabe che ho conosciuto attraverso l’Antologia delle poetesse arabe contemporanee – Non ho peccato abbastanza.
    Ha fatto benissimo a proporci questi versi di Souad, francamente assai belli!

  5. Quando entro in questa casa so che sempre troverò la grazia della bellezza. Le voci al femminile raccontano il sottile quotidiano. Se rinforzato da due culture, se mescolato assieme, diventa un grido ampio, significativo. Il tuo quandro aggiunge forza, energia. Ché l’arte è senza barriere. Un abbraccio d’alba. Dora.

  6. azzeccata la rappresentazione grafica ai versi in quanto i medesimi sono -collocati- in quel paesaggio i cui toni cromatici ben si sposano coi colori che hai scelto. so much well, Lady

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