“Sixteen Tons” o della mia infanzia

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devo dire che ci sono alcune canzoni che hanno segnato profondamente la mia infanzia, nel senso che i miei genitori “musicomani” infiniti e “strimpellatori” di strumenti ci hanno tramandato in continuazione senza mai smettere!!

il ricordo piu’ divertente che ho è quello legato a “Sixteen Tons”, che veniva cantata da tutti insieme prima della nanna, come fosse una buona notte collettiva, noi siamo quattro fratelli con un anno e poco piu’ di distanza uno dall’altro, per cui la sera prima di dormire ci si trovava nel “salotto” per fare un po’ di musica e si finiva sempre con “Sixteen Tons”, con mio padre che imitava (così lui diceva) la voce di un minatore triste mentre strapazzava il benjo, mia madre che suonava (molto bene) il pianoforte, nonna Colomba che non sapendo una parola di inglese (pur avendo vissuto molti anni negli U.S.), usava la voce come strumento e noi bimbi che schioccavamo le dita e battevamo i piedi a ritmo

per molti anni, fin quando diventati abbastanza grandi ognuno ha seguito la sua strada, questo era un rito, che sempre finiva con questo pezzo, e ancora oggi lo confesso, mi capita spesso di canticchiare ovunque, è stata anche una delle prime ninnananne che cantavo a mia figlia

è un pezzo di Merle Travis , del 1947  e  racconta in maniera ritmata il difficile lavoro di minatore, quando lui la propose non ebbe molto successo, ma diventò famosissima quando la ripropose Tennessee Ernnie Ford nel ’55 se non ricordo male, che divenne stra famoso per questo pezzo!!

di cover ne sono state fatte moltissime, tutti i grandi si sono cimentati , io ne possiedo moltissime versioni , questa è l’0riginale di Merle Travis

una versione molto interessante è stata fatta da Nicola Arigliano che mio padre amava molto e  ha una splendida impronta jazz

se volete divertirvi vi lascio l’url di alcune molto interessanti che si trovano su youtube

Tennessee Ernnie Ford

I Giganti

Adriano Celentano  con un testo scritto da lui

The Platters

Johnny Cash

Frankie Laine

Stevie Wonder

Tom Jones

BB King

e quella che amo di più quella di Big Bill Broonzy

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  1. un quadretto famigliare davvero delizioso, adoro questi racconti d’intimità soprattutto se descrivono armonia e serenità. La canzone è famosa e sono convinta che ne esista una versione di Lino Patruno ma non l’ho trovata, forse l’aveva tradotta in italiano…
    il tema delle canzoni legate all’infanzia è interessante… aspettiamo altri post!
    buona serata

    • la mia vita tutta è stata attraversata dalla musica e dai colori in maniera molto forte, non potrei farne senza, sicuramente Patruno ne avrà fatta una versione , ma non la conosco
      ci sono poi le musiche legate all’adolescenza e… via via..
      io ho sempre musica attorno quando lavoro e ti dirò che mi piace moltissimo immaginarmi direttore d’orchestra!
      chicca

  2. è un tema molto caro anche a me, nella mia famiglia mio padre era tenore, ha fatto qualche comparsa a teatro prima di essere preso per le orecchie da mio nonno e portato nei campi a lavorare per un litro di latte al giorno. Cantava per osterie da ragazzo, col fratello, e rimediava vino e qualcosa per cena di più sostanzioso; un personaggio da romanzo insomma

    ciao chicca
    🙂

  3. Oh ma che bei ricordi, Chicca, questa canzone è sempre stata una delle mie preferite, sai? I miei non erano certo musicisti, ma erano così appassionati di musica, soprattutto mio padre, che lui ci svegliava con la musica, aveva fatto mettere la filodiffusione in tutte le camere, aveva una stanza con un grandissimo impianto stereo e tantissimi dischi: la musica era davvero una costante della nostra vita insieme, così come l’arte… credo che siamo state fortunate…

  4. sì hai detto bene siamo state fortunate!
    ho avuto una infanzia ed una adolescenza che mi ha rallegrato il cuore e aperto tanti orizzonti e di questo sono grata alla mia vagabonda famiglia !
    ciao

  5. Ciao a te!!! Avevo propvato con worpress ma non riuscivo a farlo funzionare…
    Non solo ho dei limiti ma anche limitati

    Un buon tutto mattiniero

    mirco

  6. Il tuo post lo trovo di grande generosità. Condividere un ricordo, un’atmosfera è come aprire la porta di casa e dire” benevenuti “. Mia madre accennava romanze con la nostalgia forte d’un tempo che le era sfuggito per sempre. Mio padre ancora esibisce una voce baritonale e molto vitale.Arie d’opera che i nipoti ascoltano come..marziani! Un abbraccio. Dora.

    • ti ringrazio, ho imparato da mio padre grande viaggiatori di spazi e di pensieri che le porte è meglio tenerle sempre aperte per fare entrare i profumi e le carezze di altri mondi e persone, ..
      la musica è un forte collante e anche un modo per dire per comunicare anche a noi stessi una parte di noi che spesso nascondiamo, almeno per me è così..
      grazie molte della tua lettura e delle tue parole
      chicca

  7. ho sempre seguito con piacere , in altra sede, i tuoi post sulla pittura e continua la sintonia anche per la musica, faccio raccolta di diverse versioni di uno stesso brano, ed ognuno di loro è una sorpresa.
    un saluto
    Cecil

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