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amaranto era il tuo canto

amaranto era il tuo canto

Dipinto  di Mirella (Ciprea) che gentilmente me l’ha lasciato rubare!

rosso
espanso
forse affranto
ma il tuo canto fora

pupille verdi di smeraldo fino
bagliori di neve raccolta
nel cavo della mano
rossa di pianto

e passi svogliata ed assente
e il suono si perde
in fragole acerbe
di rosso corallo

amaranto era il tuo canto

albeggiare di un sorriso in raggio di sole

albeggiare di un sorriso in raggio di sole

 

albeggiare di un sorriso in raggio di sole
a fondere luce e giallo e rosso e rosa
incartate insonnie di lunghe presenze
raccolte da agrimensori fugaci
nel buio a cono d’ombra

mani bagnate in lavatoi turchesi
a raccogliere foglie di thè a Samarqand
e corrono a grappolo furtive le lagrime di Elisir
il sole aspetta in segreto
i giorni che muoiono senza radici

 

** l’immagine è un collage di mie tele elaborato al computer e poi stampato su tela

 

rosso a vene spalmato su muri corrosi

rosso a vene spalmato su muri corrosi

rosso a vene spalmato su muri corrosi
da archetipi ondulati e migranti
in nebbie cineree,
in strade di sudore affollate

un filo di Arianna dal sole essicato
in campi di segale
- ma quando ritorni? -
avvolge di polvere ocra i saldali rossi
di bimbi che corrono
- ancora ci sei? -
nudi su spiagge affollate da laide
parole di gesti gentili

- ti prego rispondi -
al vento steso, lenzuolo di te

el Duende **

el Duende **

 

avvolte le mani in nere sete
di falene mai morte
a raccogliere l’umore denso
di sangue che brucia,
prosciuga ed esala cristalli
di rosso rubino

midollo variante in
musica pura dal corpo di demone,
essenza da forma irrituale
tatuata in note dissonanti

arte sottile confusa nel limo
vitale di ancestrali radici

fluido divenire
a rendere libero il sogno.

 

** “El Así, pues, el duende es un poder y no un obrar, es un luchar y no un pensar. Yo he oído decir a un viejo maestro guitarrista: “El duende no está en la garganta; el duende sube por dentro desde la planta de los pies.” Es decir, no es cuestión de facultad, sino de verdadero estilo vivo; es decir, de sangre; es decir, de viejísima cultura, de creación en acto. Este “poder misterioso que todos sienten y que ningún filósofo explica” es, en suma, el espíritu de la tierra….”

 

(Così, dunque, il duende è un potere e non un agire, è un lottare e non un pensare. Ho sentito dire da un vecchio maestro di chitarra: «Il duende non sta nella gola; il duende sale interiormente dalla pianta dei piedi». Vale a dire, non è questione di facoltà, bensì di autentico stile vivo; ovvero di sangue; cioè, di antichissima cultura, di creazione in atto.Questo «potere misterioso che tutti sentono e nesun filosofo spiega» è, insomma, lo spirito della terra……)

 

Juego y teoria del Duende – 1933 -
Federico García Lorca

fare uscire una foto da se stessa :-)

fare uscire una foto da se stessa :-)

tanto per rendere meno noioso un pomeriggio grigio e piovoso e umido si potrebbe fare  un simpatico giochetto come realizzare una foto che esca da se stessa guardate questa foto:

come vedete una parte del gambo esce dalla foto, fare questo è molto semplice la foto originale ha un lungo gambo

a questo punto decido di  ”FAR USCIRE”  dalla foto una parte del gambo, usando il programma di fotoritocco che volete, Corel-Photo Paint, Adobe-Photoshop ecc, anche quelli semplicissimi che si trovano free, oppure anche il programma “paint” che trovate fra  il gruppo di “accessori” come dotazione di Windows , l’unica cosa importante è che abbia lo strumento per selezionare a mano libera,ma ormai lo hanno tutti i programmi anche quelli che si scaricano liberamente da internet: usiamo lo strumento seleziona come maschera o come strumento a mano libera per selezionare la parte di gambo da far uscire così:

dopo aver selezionato clikkiamo su copia poi apriamo un nuovo foglio di lavoro e clikkiamo incolla, avremo a così a disposizione la nostra parte di gambo da utilizzare dopo, a questo punto tagliamo la nostra foto fino alla parte di gambo che abbiamo già selezionato e copiato nel nuovo foglio

adesso siamo quasi alla fine, dobbiamo assemblare i pezzi in un foglio nuovo (ancora) il cui sfondo lo decidiamo noi io consiglio sfondi chiari se la foto è scura e sfondi scuri se la foto è chiara poi sul nuovo foglio incolliamo la foto tagliata e il gambo che avevamo già scontornato cercando di far combaciare bene i due pezzi, a questo punto “uniamo gli oggetti allo sfondo” e per dare piu’ evidenza al tutto passiamo la foto in un filtro “plastica” o “rilievo” o altro filtro che aggiunga spessore alla foto e che si trovano in tutti i programmi e il risultato è davvero simpatico ed è quello della foto iniziale, vi lascio altri esempi di foto che escono dalle foto, sempre ottenuti con lo stesso procedimento

come la notte (a Souad *)

come la notte (a Souad *)

come la notte,
che tutto ingoia
nel suo buio ventre,

tu straniero
ti perdi nel sonno
e sussurri un desiderio

- questa è la mia casa
la mia casa è un guscio chiuso
nuota solitaria nel nero profondo
del mare lontano lontano -

come la notte,
che tutto ingoia
nel suo buio ventre,

tu Souad (*)
dolce principessa
canti i tuoi versi

- Sono la puledra vagabonda
che scrive con i suoi zoccoli l’inno delle libertà
sono il pugnale del mare azzurro
che non riposerà mai
finché non avrà ucciso la leggenda.-

affondi con forza
nel profondo del dubbio
abbatti le muraglie
liberi la passione

- la scrittura è un mare con acque profonde
non annegarti! -

(*)

Souad Al Sabbah, è una poetessa del Kuwait a me molto cara e che molto amo, fu esiliata dal suo paese (benchè appartenente alla famiglia al potere ) perchè scrisse un libro di poesie dal titolo “Desiderio”, da qualche anno è potuta rientare nella sua casa e continua da lì il suo discorso sulla scrittura al femminile nel mondo arabo e in particolare nella poesia

amica carissima, ha narrato un mondo a parte, quello della donna che vive realtà complicate , dove il’Islam non è vissuto nella sua interezza, ma soltanto attarverso l’integralisno di maniera  in pubblico e la “mollezza dei costumi” nel privato, dove l’alcolismo e la droga la fanno da padroni, come avviene in Kuwait o in Saudi Arabia…. è una donna coraggiosa che ha sempre pagato in prima persona quello che ha scritto o detto.

i versi in colore sono suoi e per inserirli qui ho chiesto il suo permesso