Il piede batte scattante
sul suolo di legno,
la mano ruota con grazia
su braccia di luce,
gesto languidamente
giocato da polso
sottile ed ambrato,

gonna ricamata
a fiori multicolori
piroetta – si muove-
qual fiume che ha smarrito la foce,
onda cadenzata
a svelare bianche caviglie,

sui suoi capelli di zingara
geme la notte,
al muover della gamba
si copre di rugiada la terra,

occhi lucidi
nel buio azzurino
accarezzano il tuo viso

affondano sulla tua bocca
e danzano al ritmo del tuo desiderio.

** mi piace molto il fandango, una derivazione come dicono alcuni da una danza africana la chica (non io senza una c!!), che ha attraversato anche la musica seria, Boccherini, Antonio Soler e Domenico Scarlatti se ne sono occupati
ha un ritmo che io definisco non lineare come il flamenco, ma ha movenze che sembrano fare da “accordi” alla melodia della musica e pure di fandango ce ne sono tanti tipi, è un mondo tutto da scoprire, quelli piu’ coinvolgenti sono i “fandangos granainos” della zona di granada
ho usato un video non mio, (di uno spettacolo a Madrid nel 2006), e l’ho paciugato a modo mio sovrapponendolo a se stesso e ad alcune mie foto e disegni
il viso d’uomo che si vede è l’attore – ballerino Pablo Veron protagonista del film “Lezioni di tango” di Sally Potter
i “quasi versi” sono miei

»

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