on the edge of some crazy cliff *** (alla deriva) o “gli occhi di un’età di steli di grano”

on the edge of some crazy cliff *** (alla deriva) o “gli occhi di un’età di steli di grano”
*** “And I’m standing on the edge of some crazy cliff. What I have to do, I have to catch everybody if they start to go over the cliff – I mean if they’re running and they don’t look where they’re going I have to come out from somewhere and catch them. That’s all I do all day. I’d just be the catcher in the rye and all. I know it’s crazy, but that’s the only thing I’d really like to be.”
J.D. Salinger – The Catcher in the Rye – Ch. 22
E io sto in piedi sull’orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere dal dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l’acchiappatore nella segale e via dicendo. So che è una pazzia, ma è l’unica cosa che mi piacerebbe veramente fare.
J.D: Salinger – Il giovane Holden – cap.22

gli occhi di un’età di steli di grano
respirano il ciglio della collina

un pescatore raduna le reti
prive di stelle e conchiglie
- ma eravamo bambini -
e il cielo sarà nuvoloso e la pioggia
sgocciola fame scivolando nella bocca
del cercatore di perle

germogli nel deserto della carne
ad applaudire un cameriere
all’ombra di un alfabeto bagnato
dentro coppe di pane del tempo

la verità è imbrigliata
nel tetto del sogno
nuda così, come sonno d’amante.

*** questa immagine è un frattale elaborato in trasparenza con Corel


respira ansioso il silenzio

respira ansioso il silenzio

 

respira ansioso il silenzio
mentre le parole riposano
sulla pergamena bianca
risale veloce le sinapsi
connettendo ai nomi le tossine

ha spogliato senza decoro
l’essere provvisorio
con un cenno di velluto
condito con spezie di Provenza
ortaggi biologici e un creme caramel

insalate a radicchio fuso
su pensieri ossidati di fresco

Ma ciao! sono quasi tornata…

Ma ciao! sono quasi tornata…

ecco, come spesso mi succede, mi prendo delle lunghe pause dal web e da internet in generale e anche dalla scrittura

spesso tra me e le parole ci sono incomprensioni che anche i colori e i pennelli non riescono a dirimere

mi riesce sempre più difficile “dire” con le lettere quello che sento , quello che mi si aggroviglia nelle vene e nello stomaco

e per non far danni me ne vado a volte soltanto spegnendo la connessione, a volte viaggiando da sola o se può con mia figlia

questa volta mi sono fermata per  una amica che è stata una parte grandissima della mia vita e che ha ultimato il suo viaggio, prima di realizzare  il suo sogno di viaggiare verso mete non ancora esplorate

l’ho fatto io per lei ho usato i miei occhi per regalarle emozioni che sono sicura ovunque sarà apprezzerà e terrà care

sono stati giorni di solitudine e anche di grande condivisione con visi, costumi, segni e suoni a me sconosciuti ma che mi sono diventati familiari, di emozioni e di dolore lancinante ma anche consolatorio, di lacrime, ma anche di risate , di sorrisi di abbracci e di strette di mano , è stato quasi un riprendersi la vita ancora una volta

ringrazio prima di tutto con un abbraccio senza fine Daniela, che ha tenuto vivo questo luogo anche senza chi avrebbe dovuto esserci!!

grazie davvero Daniela e grazie a tutti gli amici che si anche ricordati del mio compleanno, mi ci vorranno ancora alcuni giorni per essere a posto coi pensieri e tornare a pieno ritmo anche a leggervi tutti!

per ora grazie vi lascio alcune immagini che i miei occhi conservano gelosamente

Katmandu

Katmandu

Katmandu

Katmandu

Bhutan

Buthan

Bhutan

Bhutan

Bhutan

Bhutan

da un duetto con l’amico Sebastiano

da un duetto con l’amico Sebastiano

m.chagall

*

dimmi quanto è lontana la parola, così
piccola da accartocciarsi ai muri
fino a comprenderli, larghi sui palmi
sfociati come parti da soffiare via
e quel ricordo di rose irriverenti, nude
dal grembo prendere quota attraverso
noi, camminando sulle cose del giorno

*

nella stanza delle piccole felicità
ho mobili come isole ed un braciere al centro
gli occhi brillano di una luce inventata
aperti alle terrazze dei limoni, la dolcezza
dell’acqua fa il cristallino nuovo
i petali di rosa, le tue mani
a volare

*

resto di una forma fragile
a questo amore rimasto sui muri
nella linea discontinua delle case
nel contorno delle mele
che riempio di rosso
gesso tremante come polpa
che si scompone in semi di rosario

sorella mia, fratello mio

sorella mia, fratello mio

(con tradizioni pasquali dell’ Oltrepò Pavese: vv 9,24)

S’adorna il borgo di un’allegra fiera
ch’esulta quando arriva Primavera

in su la via che dritta va alla chiesa
s’ode vociar di festa in lieta attesa

di tradizion, costumi, stravaganze
di Pasqua rifioriscono le usanze

Spalancano il sipario sulla festa
due fratellini, uscendo in corsa lesta

troveranno, nascosti nel giardino
ovetti colorati, in un cestino

per venderli tra petali di rosa
in bancarelle sulla via chiassosa

D’omaggio, un sol uovo in dolce crosta
occhieggia, messo al centro in bella posta

tra uova sode, o di cioccolato
sorprese dentro un guscio colorato

In singolar tenzone uova ancora
l’un contro l’altro in pugna dall’aurora

premio al più forte, premio alla vittoria
del più fragil le spoglie… e la gloria

Esposti son caprette ed agnelli
pronti a finire arrosto sui fornelli

il salame si mostra in pasta e a fette
e con carciofi, sposo si promette

a giacere s’apprestan sul gran desco
fiorito d’iris, preci e fior di pesco

Ma rintoccar solenne di campana
d’ardito vociar tacita fontana

Passi veloci echeggian sulla via
l’anima guarda in alto e si fa pia

e prega e piange sul suo viver torto
e gusta gioia e vita, dal Risorto

Presi per mano corrono giulivi
i fratellini, in verdi palme e ulivi

levano al cielo canti, orazion pie
S’alzan colombe in bianche melodie

squilli di tromba danno gloria al Cielo
che della morte ruppe il nero velo

Sotto le stelle d’oro del perdono
dato dal Sacrificio come dono

entrano dove son angeli in corte
petali d’aria, d’anime risorte

voci di gioia limpide nel canto,
mani  in abbraccio tese nell’incanto

<<La Pace sia con te, Sorella mia
Fratello mio, la Pace con te sia!>>

Una serena Pasqua ai visitatori e ai lettori del blog!